Lo spirito che anima i promotori di questo blog parte dalla convinzione che alla realtà urbinate faccia difetto una più ampia comunicazione fra le varie categorie di lavoratori e, fra queste, e la città. Di qui l’invito a partecipare al dibattito in vista delle future elezioni alla carica di rettore.
cambio di passo
Stefano Pivato Rettore8 Commenti »
Ritengo non solo estremamene positivo, ma indispensabile, un confronto che possa portare il nostro ateneo a ‘guadagnarsi’ un governo profondamente condiviso.
Dobbiamo riuscire a fare corpo unico per sopravvivere in questo momento di enormi difficolta’ su vari fronti, consapevoli di partire da uno o forse piu’ gradini sotto gli altri a causa dei nostri pregressi problemi economici.
Faccio appello all’orgoglio e alla dignita’ di ciascuno di noi, ognuno nel suo ruolo, dal Rettore all’ultimo precario.
Faccio anche appello ad uno spirito di condivisione che forse in questi ultimi anni e’ andato un po’ scemando.
Ma sono fiducioso perche’ ho sempre ritenuto che si dia il meglio di se’ stessi nei momenti di grande difficolta’.
E questo e’ sicuramente uno.
Ottimo! Non azzardo a contribuire altro intorno ai commenti dai colleghi di sopra scritti, ma dall’esperienza mia, il blog risulta un modo eccezzionale per interagire con un pubblico più amplio e diversificato.
Trovo particolarmente interessanti le possibilità multi-mediale dei blog, nelle funzioni sia d’communicazione di informazione sia d’accoglienza e communicazione interattivo di spirito e volontà.
Sono più che contento vederne applicata questa tecnica e questo profilo communicativo in questo modo.
Buon lavoro – dal passato, nel presente e per il futuro.
Complimenti per il blog sono molto contento per questa iniziativa. Che sia l’inizio di un univero comunicativo piu’ produttivo e meno ringhioso
Alessandro Di Caro
Ottima idea quella del blog per cercare di costruire un programma frutto di una campagna di ascolto. Sono sicuro che noi studenti saremo pronti a portare il nostro contributo.
Sarà l’onda lunga che ci arriva dagli States?!?! Lo Tsunami prodotto dal desiderio di poter, senza remore, comunicare e confrontare in modo costruttivo le nostre opinioni? Si è convinti che si può fare di più, uniti da questo spirito. Si avverte che in tanti si abbia la voglia di impegnarsi come sempre e di più ancora, se tutti noi si corre nella stessa direzione; obiettivo: innalzare il livello di credibilità dell’ateneo di Urbino e di tutti quelli che ci credono ancora.
“cambio di passo”, uno slogan necessario e voglio sperare sufficente per riportare l’ateneo urbinate al centro degli interessi formativi di tanti studenti. Questo strumento rappresenta :una prima interlocuzione possibile, il coinvolgimento; l’asse portante, il confronto sui temi; la possibilità di aprire una città storicamente innovativa, al dialogo accademico;una opportunità per gli interlocutori sociali, di confronto.
Discussione, anima della democrazia. Ma non basta ancora, dobbiamo fornirci degli elementi indispensabili alla corretta elaborazione delle strategie, ciò valendo per tutti coloro che sono chiamati a farsene carico. Se non si parte da qui, dalla verità, niente si può fare. E star fermi significa la fine.
Discutiamone, senza presumere di avere una sola verità in tasca. Pendolarismo, semestralizzazione, non residenza, sono o non sono problemi? Pretenderli è provincialismo? E quali le controindicazioni?
La qualità come e quale? Partendo da una domanda: perché mai uno studente e la sua famiglia, in tempi di crisi e di crescente localismo (il 60% degli studenti italiani sceglie la sede degli studi universitari per “la vicinanza a casa”) dovrebbe arrampicarsi fino a Urbino tralasciando opportunità più comode, vicine ed economiche? Qual è il modello che dovrebbe vincere tali ostacoli proponendosi come necessariamente persino superiore a quello dei nostri competitors?
Le altre università hanno l’areoporto, hanno l’autostrada, hanno il treno, hanno centomila elettori. E noi?
Riscoprire la “humanitas” dell’Ateneo, della città e della sua storia, il dna di questi luoghi e di questa gente che qui vive e lavora, non sarà un traguardo ma è da qui che forse occorre ripartire, ricreando al contempo quel senso di appartenenza che altrove può essere un valore accessorio, ma qui, a parere mio, faceva e può fare ancora la differenza, il valore aggiunto che ci potrà far ripartire. Su questo argomento c’è davvero molto da dire, ma partendo dalla consapevolezza che occore prendere il bisturi in mano, e cominciare a incidere. Magari prendendoci carico di dire anche quello che i candidati non possono dire: grazie al programma del Rettore Bogliolo adesso gli amministrativi hanno un ruolo in questa elezione. Forse non sarà inutile ascoltarli.
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Sono pienamente daccordo sul difetto della comunicazione, ma quando questa si potrebbe fare e non si fa per vari interessi o per incompetenza, si arriva a dei paradossi che tutti ben conosciamo.
La politica del silenzio non credo che porti grandi frutti.
Spero vivamente che questo sito riesca a stroncare questa situazione di stallo che imprigiona il nostro Ateneo e la nostra città che per sua natura è nata come città campus, già dai tempi del Duca Federico.